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Pensieri e note

Tre metri

Lo so che siamo tutti chiusi fuori.
Siamo tutti così lontani dalla tua testa in fiamme, perché mai dovresti ascoltarci?
Forse non ti ricordi neanche più chi siamo.
Dani, ascoltaci, ti amiamo.

Sembri un astronauta, con tutti quei tubi, e quelle macchine sembrano l’astronave con cui, da piccolo, dicevi che ci avresti fotografati tutti, là in alto, dalla Luna.

Invece ora siamo noi quelli troppo lontani per poterti abbracciare, e stiamo pregando che tu possa restare ancora un po’ su questa terra, con noi.

Forse tra qualche ora ti risveglierai, spaccherai a cazzotti e lacrime quella campana di plexiglass che ci divide, e sentirai le nostre grida di gioia.
Forse tornerai a camminare, a parlare, a ridere con noi.
Forse capirai con questa esperienza che un’amicizia come la nostra ha un sapore incredibile, che né la carne né lo spirito potranno mai farti gustare. E sa far rivivere i morti.

Forse, allora, sarà vero.
Forse che, a volte, è una caduta che ti porta in alto?

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