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Pensieri e note

Adonai Tzuri V’goali

“Il tuo silenzio mi uccide”.

Canta così quel cantante.
Io penso che ciò che mi uccide è il non riuscire a fare silenzio.

È facile rifugiarsi dietro delle parole, vedere la fatica da dietro una maschera e continuare facendo finta di niente.

È vero. “Il Signore è mia roccia e mia salvezza”, ma nella mia testa non entra l’idea che lui possa salvarmi: io guardo solo a me stesso, sono un egoista e spesso mi scandalizzo dello schifo che sono.

Ho un buco nero al posto dello stomaco, e non parlo solo del mangiare compulsivamente: ho dentro di me un enorme vuoto.

Spesso mi viene da pensare che la mia vita non vada bene, dovrebbe essere diversa, a partire da ciò che faccio e dalle persone che ho intorno.

Dopodomani è Natale e io mi chiedo quando verrai a fare luce nella mia vita.

In questo momento ho così paura, prima o poi dovrò affrontare ciò che evito da sempre, la morte che ho dentro e il suo compimento nelle scelte di vita che dovrò fare.

Io non so cosa é giusto per me, mi limito a vivere come vivo sempre, e ciò che mi consola è che tu sei fedele. Lo sei sempre stato.

Ho paura di cadere, di perdermi dietro alle illusioni di piacere che quel cornuto mi vuole abilmente rifilare tutti i santi giorni.

Quello che voglio essere e a cui tendo ogni giorno è un’ombra di ciò che sono e che tu vuoi che io sia. Felice.  Semplice come un bambino, perché i bambini si accontentano.

Ascolta le mie parole e abbi pazienza con me.

Donami la pace e togli da me questa rabbia e questa inquietudine.

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Pensieri e note

Tuono!

Pioggia e vento,
Qua fuori
Nel vento

Tuono!
Il cielo
Mi chiama per nome

Mi sento pozzanghera
Qua a basso dove
Le lacrime si mischiano col fango

Eppure
Il cielo
Mi chiama per nome

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Donna

La parte di me
Che non c’é:
Mi manchi e so
Che far finta di niente
non serve,
Sarebbe menzogna.

E parlo con te,
Mi sento più vivo
E meno passivo:
Con te mi vergogno
Per il mio negarti.

Solo una donna per me,
Oltre alla cortesia
Che dai anche al gatto:
Amore, amicizia, affetto
Li disperdo nel nulla
Perché a te non li dono.

Donarmi
Al di fuori di te
É impossibile.

Cordone ombelicale
Che mi vuole strozzare:
É nascosto bene
Ma non é ancora reciso
E fa male.

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Pensieri e note

Luci

Aspettiamo il Natale:
luminarie,
luci spente,
buie, cupe.

Si accendono
ma il buio resta intorno.
Cinismo e autocommiserazione,
per comprarsi una vana consolazione.

Ma una luce nuova
si sta per accendere:
luce di festa,
di vita, di bellezza.

E’ la festa,
vera festa,
in cui i nostri cuori
anelano alla libertà
come a un ricordo lontano.

E’ la festa,
perché oggi
è la pienezza che incontra l’uomo vuoto,
è la gioia che viene dall’uomo triste,
è la semplicità che parla all’uomo paranoico e nevrotico.

Non sono le vecchie otto candele,
ma una grande luce,
perché è compiuto
il desiderio grande del nostro cuore,
in qualche modo che non ci aspettiamo.